Il Combustibile Solido Secondario (CSS) è un prodotto derivante dalla combustione della componente secca (plastica, carta, fibre tessili, ecc.) dei rifiuti non pericolosi (sia speciali sia urbani) per produrre energia.

A monte della produzione del CSS vi è la raccolta differenziata, che rappresenta una prima cernita dei rifiuti da inviare a recupero. L’obbiettivo principale del recupero è quello di ridurre il più possibile la componente secca non riciclabile destinata alla discarica e/o all’inceneritore. Il raggiungimento di questo obbiettivo è favorito dal fatto che la componente secca rappresenta la materia prima utilizzata per la produzione del Combustibile Solido Secondario, riducendo ulteriormente i volumi di componente secca inviati a smaltimento finale.

Dopo aver eseguito un’attenta selezione e successivi trattamenti, i rifiuti divenuti CSS risultano essere un combustibile di gran lunga meno inquinanti del carbone, con un potere calorifico comparabile a quello dei tradizionali combustibili fossili.

Il processo di produzione del CSS si articola in diverse fasi, riassunte di seguito:

  1. Trattamento meccanico: i rifiuti vengono compattati e suddivisi in base al peso, dimensioni e composizione;
  2. Triturazione;
  3. Processi multipli di vagliatura e ulteriori selezioni delle componenti ottenute in base a criteri merceologici, qualitativi e dimensionali;
  4. Raffinazione per adattare il prodotto in funzione degli utilizzi finali;
  5. Eventuale pressatura.

Il prodotto finale ottenuto viene utilizzato dagli impianti opportunamente abilitati per l’utilizzo di CSS, come ad esempio i cementifici, le centrali termoelettriche e i termo valorizzatori.

Tra i vantaggi più significativi dell’utilizzo del CSS, rientrano quelli di natura ambientale, economica e sociale, tra cui:

  • Riduzione del consumo di risorse ambientali, quali combustibili fossili;
  • Riduzione delle emissioni di gas serra, soprattutto di CO2;
  • Riduzione dei volumi di rifiuti inviati a discariche ed inceneritori.
  • Riduzione dei costi delle materie prime;
  • riduzione della tassa sullo smaltimento dei rifiuti;
  • azzerare i costi risparmiando sull’importazione di combustibili fossili non rinnovabili e il trasporto, anche transfrontaliero, dei rifiuti per il loro smaltimento
  • sensibilizzazione verso la tutela ambientale;
  • aumento occupazionale grazie alla costruzione di nuovi impianti (previsti di tecnologie di abbattimento tali da ridurne l’impatto) destinati al il trattamento, recupero e riciclo dei rifiuti, con conversione degli stessi in combustibile riutilizzabile.

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